Quando mi risvegliai ero stesa su un letto durissimo e piccolo. Mi avvolgeva un lenzuolo arancione, con i disegni dei cartoni animati. Il cuscino era troppo basso e per niente soffice. Alzai lo sguardo. Mio fratello mi osservava con un'espressione strana, un misto tra lo schifato che tu sia ancora viva e il felice di vederti. Mamma, per niente preoccupata, mi fece un sorrisino, per poi urlare
"Si è svegliata!".
La testa mi rimbombò in modo terrificante. Mi scostai i capelli dal viso e cercai di mettermi a sedere. Fu allora che mi accorsi di due ragazzi che mi fissavano dall'altra parte della stanza. Sentii le mie guance ardere. Uno di loro, capelli neri e occhi azzurri, mi fece un sorriso. L'altro continuava a fissarmi.
Poi il ragazzo con gli occhi azzurri mi chiese se stavo bene.
Non so perchè, ma la sua voce mi fu subito famigliare.
"Sì." risposi "Credo di sì"
Mia madre uscì, seguita da mio fratello. "Resta qui, mentre andiamo a prendere la macchina"
Con lo sguardo implorai Josh di non andarsene. Ma fu inutile: d'altronde mio fratello è un piccolo mostriciattolo che preferirebbe vedermi stesa in una bara piuttosto che aiutarmi.
"Piacere. Io sono Jake e lui è Matthew." disse ad un certo punto il ragazzo più cordiale, alzandosi dalla sedia, in segno di saluto.
Matthew, il ragazzo più scontroso, mi guardò malissimo. Trasalii. Detesto che i ragazzi siano lì a fissarmi.
"Oh..emh...io sono Rachel..." mormorai.
Feci per alzarmi dal letto e subito Jake corse in mio aiuto. Desiderai scomparire.
Ho avuto un paio di ragazzi, a L.A., ma nessuno era mai stato così gentile. Subito mi pentii di questo pensiero: i ragazzi gentili sono così...poco attraenti!
"No, ce la faccio" risposi sicura, mettendomi in piedi. Il mio bellissimo vestito rosa era tutto macchiato, forse per colpa della sabbia bagnata.
"Sei nuova di qui?" chiese Jake
"Sì, mi sono appena trasferita a Drain.."
"Anche io abito a Drain" esclamò Jake "Lui invece vive qui." disse indicando Matthew, che continuava a fissarmi.
"Perchè mi fissa?" bisbigliai a Jake
"Perchè sei carina." rispose, come se niente fosse.
Inciampai. Non so per quale grazia Divina, vidi i fari della macchina del vicino avvicinarsi. Aprii la porta della casa, scesi i tre gradini quasi correndo e salii in macchina.
"Grazie" dissi, rossa in viso, a Jake.
Poi partimmo.
Non so perchè mi vergognai così tanto, con quei due ragazzi. Ero abituata ad essere considerata carina. Ero anche stata eletta reginetta della scuola, una volta, a Los Angeles. E i ragazzi venivano dietro a me e alle mie amiche come api con il miele. Certo, nessuno mi aveva mai detto che ero carina in quel modo. Come se ne fosse seriamente convinto, come se lo dicesse da una vita.
Eravamo appena rientrati a casa quando cominciò nuovam...
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